voce che grida

ogni creatura vedrà la salvezza di Dio

Vangeli sono così ricchi di informazioni che ci dicono anche chi era la loro madre e ci fanno sapere che la madre dei "fratelli" di Gesù si chiamava anch'essa Maria, ma non era la Madonna. Era un'altra Maria. Ascoltiamo con attenzione il Vangelo di san Matteo nel capitolo che racconta i fatti del Venerdì santo. Siamo sul monte Calvario, subito dopo la morte di Gesù in Croce. Scrive san Matteo:

 

"C'erano là molte donne che osservavano da lontano: quelle stesse che dalla Galilea avevano seguito Gesù per servirlo. Tra esse, c'era Maria di Mandala, Maria madre di Giacomo e di Giuseppe, e la madre dei figli di Zebedeo" (27, 55-56).

 

Attenti: ripetiamo che per san Matteo, in quel tragico Venerdì santo, c'era sul Calvario una donna di nome Maria che era madre di Giacomo e Giuseppe, cioè era la madre di due dei "fratelli" di Gesù. Abbiamo visto che questa Maria non era la Madonna? (cfr. Fra Tommaso Maria di Gesù).

Solo qualche versetto più avanti, proprio per distinguerla dalla Madonna, san Matteo la chiama per ben due volte "l'altra Maria". E ci dice che questa "altra Maria", insieme a Maria di Magdala, assistette alla sepoltura di Gesù (27,61) e poi, il giorno dopo il sabato, sempre insieme a Maria di Magdala, andò al sepolcro (28,1) e ascoltò quelle famose parole dall'angelo: "So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui, È risorto".

 

Mt 27,61 “Erano lì, davanti al sepolcro, Maria di Màgdala e l’altra Maria.”

 

Mt 28,1 “Passato il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l’altra Maria andarono a visitare il sepolcro.”

 

Come vedete, la verità cattolica rivela il suo fondamento biblico e, parallelamente, le contestazioni, che ci sembravano a prima vista così sicure, cominciano a scricchiolare.

Siamo proprio sicuri che "l'altra Maria", di cui parla san Matteo, non sia la Madonna ma proprio la madre di Giacomo e Giuseppe, cioè di due "fratelli" di Gesù?

Sì, siamo sicuri perché lo afferma esplicitamente San Marco nel suo Vangelo. San Marco prima conferma quello che ha detto san Matteo: "C'erano là anche alcune donne che osservavano da lontano, tra le altre: Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo il minore e di Giuseppe, e Salome, le quali lo seguivano e lo servivano" (15, 40-41). Oltre dunque a Giacomo il minore e Giuseppe, viene menzionata pure una sorella Salome.

 

Poi, e la cosa ci interessa particolarmente, san Marco ci spiega che "l'altra Maria" che andò al sepolcro non era la Madonna, ma era la madre dei "fratelli" di Gesù.

Sentiamolo: "Passato il sabato, Maria di Magdala, Maria di Giacomo e Salome, comprarono oli aromatici per andare a imbalsamare Gesù"; quindi conferma l'episodio dell'incontro con l'angelo al sepolcro. Dunque san Marco ci dice chiaramente che quella donna che andò al sepolcro con la Maddalena e, che Matteo chiama "l' altra Maria" era proprio Maria madre di Giacomo, di uno dei fratelli di Gesù.

 

Abbiamo pure visto, leggendo bene i Vangeli, che si arricchiscono e ci dicono che almeno due dei "fratelli" di Gesù, Giacomo e Giuseppe, non hanno la stessa Madre di Gesù. Il Vangelo li chiama "fratelli" di Gesù ma non hanno la stessa Madre. Possiamo lecitamente pensare la stessa cosa anche per gli altri due, e per Salome. Proseguiamo e ripassiamo.

Gv è l unico evangelista che riporta le parole che Gesù crocifisso rivolge a sua madre e allo stesso

apostolo:

Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Cleofa e Maria di

Magdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla

madre: Donna, ecco il tuo figlio! . Poi disse al discepolo: Ecco la tua madre! . E da quel

momento il discepolo la prese nella sua casa. (Gv 19, 25-27)

Dopo la morte di S.Giuseppe, é probabile che Maria abbia cercato l appoggio dei familiari, e che

questo fatto abbia condotto Gesù a crescere a stretto contatto con i suoi cugini e cugine, che la gente

iniziò ad indicare come suoi fratelli e sorelle .

Gesù, fino a circa trent’anni, lavorò come carpentiere a Nazaret, nella bottega ereditata dal padre,

fornendo a Maria i mezzi per vivere.

Durante il triennio di predicazione in Galilea e Giudea, a partire dal suo trasferimento a Cafarnao,

Gesù lascia Maria a Nazaret e la affida alle famiglie dei cugini, procurandole i mezzi di sussistenza

con il denaro amministrato dal gruppo dei discepoli, frutto di offerte e donazioni.

Preparandosi a morire, Gesù si preoccupa della sorte della madre, che rimarrebbe ad affrontare la

vecchiaia sola e senza nessuno che la assista.

Sotto la croce ci sono sua madre, la sorella di lei Maria di Cleofa, Giovanni e Maria Maddalena.

Non sappiamo se fosse stato Gesù a chiamarli o se essi avessero scelto di avvicinarsi di loro

iniziativa.

 

Gesù prima affida Giovanni a sua madre, imponendolo come figlio adottivo, quindi affida sua

madre a Giovanni, imponendola come madre adottiva.

La sua volontà è rivolta ad entrambi, affinché ci sia un riconoscimento ed un accettazione reciproca.

L’atto è solenne come un giuramento.

La presenza di Maria di Cleofa, che, come vedremo in seguito, è la zia di Gesù e madre dei quattro

cugini maschi, vale a testimonianza della volontà di Gesù nei confronti dei membri del clan

familiare, che avrebbero potuto opporsi a tale decisione.

 

Ebbene, se Gesù avesse avuto fratelli e sorelle di sangue, non avrebbe avuto nessun bisogno di

affidare la madre ad un discepolo non imparentato, in quanto sarebbero stati gli altri figli maschi di

lei a prendersene cura, una volta morto il primogenito.

Questo dovere era obbligatorio, in quanto stabilito direttamente dalla Legge mosaica:

 

Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che ti dà il Signore, tuo

Dio. (Es 20, 12)

Abbiamo già visto dal Vangelo di Mt che, per Gesù, onorare i genitori significa anche prendersi

cura dei loro bisogni materiali:

Dio ha detto:

Onora il padre e la madre

E inoltre: Chi maledica il padre e la madre sia messo a morte.

Invece voi asserite: Chiunque dice al padre o alla madre: ciò con cui ti dovrei aiutare è offerto a

Dio, non è più tenuto a onorare suo padre o sua madre. Così avete annullato la parola di Dio in

nome della vostra tradizione. Ipocriti! Bene ha profetato di voi Isaia, dicendo:

Questo popolo mi onora con le labbra Ma il suo cuore è lontano da me. Invano essi mi rendono

culto,insegnando dottrine che sono precetti di uomini (Mt 15, 4-9)

 

Vista la violenza con cui Gesù si scaglia contro le furberie farisaiche, risulta molto difficile

immaginare che lo stesso istighi i suoi fratelli a violare questo precetto della Torah, che pare stargli

tanto a cuore.

 

Affidare la madre ad un estraneo, anziché ai figli naturali, adulti, di lei, sarebbe stata una gravissima

offesa rivolta ai fratelli, ai quali Gesù avrebbe tolto arbitrariamente il diritto di vedere in Maria la

propria madre.

 

Fatto ancora più grave ed ingiustificato, se si considera che questi fratelli di Gesù avevano

rapporti amichevoli e frequentazione con Maria fin dal miracolo di Cana (Gv 2, 12), e che li

ritroviamo accanto a lei, nel novero dei discepoli, anche dopo l ascensione (At 1, 14).

L’unica spiegazione veramente logica è che Gesù non avesse fratelli che potessero prendersi cura

della madre in sua vece e che, pertanto, egli abbia dovuto impegnare il più fidato (ed il più giovane)

dei suoi discepoli, per assicurarle un aiuto duraturo nel tempo.

 

San Giovanni ci offre qualche altro particolare interessante per identificare bene quella donna che Matteo chiama "l' altra Maria".

Scrive:

 

"Presso la croce di Gesù stavano sua Madre e la sorella di lei, Maria di Cleofa e Maria di Magdala” (19,25).

 

Per san Giovanni, ai piedi della croce di Gesù stavano, insieme ad altre persone, almeno tre donne che portavano lo stesso nome Maria: una era la Madonna, un'altra era Maria di Cleofa e poi c'era la Maddalena. San Giovanni ci fa sapere che quella donna che san Matteo chiama "l' altra Maria", e che san Marco dice essere la madre di Giacomo, era Maria di Cleofa.

San Matteo e san Marco ci dicono che quest'altra Maria, Maria di Cleofa, era la madre di Giacomo e Giuseppe. Attenti bene, perché abbiamo un'altra informazione da aggiungere a quelle che sono già in nostro possesso. Questo Giacomo, nell'elenco degli Apostoli, è sempre chiamato figlio di Alfeo, “I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea, suo fratello; Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello,Filippo e Bartolomeo, Tommaso e Matteo il pubblicano, Giacomo di Alfeo e Taddeo, Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, che poi lo tradì.” (Mt 10,2-4)

 

Sommando tutte queste informazioni, ci risulta, da una attenta lettura del Vangelo, che almeno due dei "fratelli" del Signore, Giacomo e Giuseppe, avevano per madre una donna di nome Maria, che non era la Madonna (era la sorella maggiore Maria Heli), e per padre un uomo di nome Alfeo. Avevano dunque genitori diversi da quelli di Gesù; eppure sono chiamato "fratelli" di Gesù. A questo punto, sembra essere giunto il momento di domandarci: perché sono chiamati "fratelli" di Gesù?  La risposta è piuttosto semplice e l’abbiamo data all’inizio di questo studio. La parola "fratello" nella Bibbia non indica sempre e soltanto "fratello di sangue", ma anche cugino, parente prossimo. Le prove di quello che stiamo dicendo le abbiamo fornite alcune pagine addietro.

Dunque, visto che i Vangeli ci parlano dei "fratelli" di Gesù, considerato che ci danno i nomi di questi fratelli, osservato che ci dicono anche il nome della loro madre, che non era la Madonna, e perfino del loro padre, che non era Giuseppe, possiamo concludere che le contestazioni al dogma della perpetua verginità di Maria, basate sulla parola "fratello", non hanno fondamento biblico.” (cfr. frà Tommaso Maria di Gesù, dei frati minori rinnovati di Palermo).

Salvatore Incardona - Cristiani cattolici.

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Commento da Pierluigi su 13 Gennaio 2014 a 10:16

ciao Salvatore, una domanda: se Gesù era figlio unico, o se Gesù aveva fratelli e sorelle, cosa cambia ai fini della redenzione e salvezza?

Commento da Antonino Frenda su 13 Gennaio 2014 a 19:16

Per il Sig. Incadorna caro Pierluigi cambia tutto! Visto e considerato che deve difendere la sempre perpetua verginità della cattolica "madonna".......... Questi uomini che si definiscono colti, non si vergognano di chiamare "signora" una donna che Dio non ha costituito! La Sacra scrittura parla chiaro:

Sappia dunque con certezza tutta la casa d'Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso". (Att 2:36)

Dio ha costituito Yeshùa come nostro Messia e Signore! Nessun altro/a! In virtù della Sua opera è stato esaltato in gloria! Seduto alla destra del posto d'onore ha ricevuto l'incarico di essere il solo mediatore tra Dio e Gli uomini! Questo ruolo implica che tra Lui e Dio non vi è nessun altro che possa fare ciò che Yeshùa ha fatto e continua a fare!......... Tali Eruditi pensano di essere i detentori della verità biblica, fondandosi sull'ignoranza e la malavoglia della gente nel leggere le sacre scritture! Bestemmiando Dio in molte maniere, celandosi dietro atteggiamenti da agnelli puri e casti e dentro sono pieni di odio e rapina! Ignoranti loro stessi, parlano di venerdì santo e ignorano che il Signore Yeshùa, ha compiuto la Sua opera espiatrice di mercoledì (4 giorno della settimana ebraica). Per i dirigenti del "cristianesimo cattolico" è di vitale importanza dimostrare che Yeshùa sia figlio unico, altrimenti la loro sempre vergine dea, che si fa chiamare "madre di (non oso nemmeno scriverlo)", andrebbe a farsi friggere!

Del resto tale atteggiamento non è diverso da chi, anche se di schieramento opposto, si tura gli occhi e le orecchie e non vuol leggere! Preferisce un dogma "misterioso", invece della semplice verità mostrata dal Signore Yeshùa.

Personalmente preferisco la testimonianza di Yeshùa che è attestata da coLui che è sopra tutto e Tutti....... Questo testimone eccellente è YHWH!

Io non posso far nulla da me stesso; come odo, giudico; e il mio giudizio è giusto, perché cerco non la mia propria volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. "Se io rendo testimonianza di me stesso, la mia testimonianza non è vera. Vi è un altro che rende testimonianza di me; e so che la testimonianza che egli rende di me è vera. Voi avete mandato a interrogare Giovanni, ed egli ha reso testimonianza alla verità. Io però la testimonianza non la ricevo dall'uomo, ma dico questo affinché voi siate salvati. Egli era la lampada ardente e splendente e voi avete voluto per breve tempo godere alla sua luce. Ma io ho una testimonianza maggiore di quella di Giovanni; perché le opere che il Padre mi ha date da compiere, quelle stesse opere che faccio, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato. Il Padre che mi ha mandato, egli stesso ha reso testimonianza di me. La sua voce, voi non l'avete mai udita; il suo volto, non l'avete mai visto; e la sua parola non dimora in voi, perché non credete in colui che egli ha mandato. (Gio 5:30-38)

Chi vorrà credere nell'Uomo, troverà sempre mistero, dogma, schiavitù! Chi crede nel Figlio è reso libero da tutti i preconcetti religiosi che vi sono nel mondo, si attiene a quello che è scritto, senza deformarlo per cercare di farlo incastrare nelle personali dottrine religiose!

In Pace 

Commento da Salvatore Incardona su 13 Gennaio 2014 a 19:28

In realtà non cambierebbe nulla,

solo che invece di raccontare la verità si diffonde la menzogna.

Commento da Antonino Frenda su 14 Gennaio 2014 a 15:04
Parlare di verità e omettere gran parte di essa non è onorevole!
Lei parla di verità, ma a quale si riferisce? Ovviamente a quella perpetrata dalla sua istituzione religiosa.
Nella sua trattazione lei ha messo in evidenza quello che le faceva interesse. Ma che dire di questi altri versi?
Mentre Gesù parlava ancora alle folle, ecco sua madre e i suoi fratelli che, stando di fuori, cercavano di parlargli. (Vangelo secondo Matteo 12:46 NR06)
Giunsero sua madre e i suoi fratelli; e, fermatisi fuori, lo mandarono a chiamare. (Vangelo secondo Marco 3:31 NR06)
Sua madre e i suoi fratelli vennero a trovarlo, ma non potevano avvicinarlo a motivo della folla. Gli fu riferito: «Tua madre e i tuoi fratelli sono là fuori e vogliono vederti». (Vangelo secondo Luca 8:19, 20 NR06)
Da tenere anche in considerazione: Giuseppe, destatosi dal sonno, fece come l’angelo del Signore gli aveva comandato e prese con sé sua moglie; e non ebbe con lei rapporti coniugali finché ella non ebbe partorito un figlio; e gli pose nome Gesù. (Vangelo secondo Matteo 1:24, 25 NR06).
Non conosco il motivo per cui lei abbia omesso questi versetti che mostrano tutt'altro, oppure posso presumerlo....... Ma chi parla di verità deve analizzare tutta la scrittura e questa deve essere armonizzata con ciò che si è trattato. Non si deve compiere l'errore di tagliare il resto perché cozza con la propria dottrina, ma bisogna avere l'onesta intellettuale di ammettere che la propria istituzione si arroga un diritto che non le appartiene e per amore di Dio e la Sua verità opporsi!
Ovviamente lei conoscerà anche la differenza dei termini greci:
" adelfos" e "anepsiós"
Buona serata

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