voce che grida

ogni creatura vedrà la salvezza di Dio

Il Ruolo della Donna e le Responsabilità della Moglie

Il Ruolo della Donna e le Responsabilità della Moglie


Dopo aver visto il ruolo dell’uomo e del marito adesso studieremo il ruolo della donna e conseguentemente della moglie; dopodiché vedremo il ruolo e le responsabilità che essi hanno verso i figli e le responsabilità figli verso i genitori.

Il ruolo della donna e della moglie nella famiglia è di grande importanza e non è in nessun modo da considerare secondario a quello dell’uomo e del marito. Sia nella famiglia che nella chiesa il ruolo e le responsabilità della donna e della moglie sono di importanza fondamentale, ma non sono tutte le stesse responsabilità e ruoli che ha l'uomo e il marito.

Fino a questo punto abbiamo già stabilito per quanto abbiamo studiato che l'uomo ha una determinata posizione e ruolo sia nella famiglia che nella chiesa ed anche la donna ha determinate responsabilità e ruoli.
Facciamo un riassunto delle cose che abbiamo già stabilito e se e quando fosse necessario rientreremo nei dettagli.

La moglie deve essere sottomessa al marito come la chiesa lo è a Gesù [Efesini 5:22-33]; [1Pietro 3:7]. Un commento solo qui è necessario e cioè se la donna non è sottomessa al marito vuole dire che non è sottomessa a Cristo, la ribellione quindi non è solo contro il marito ma contro Dio stesso. Abbiamo inoltre stabilito il perché la donna deve essere sottomessa al marito, non è questione di superiorità di sesso ma di ruolo e canale di autorità stabilito e confermato da Dio nella sua parola. Questo ruolo è dichiarato tale per i seguenti motivi:

1) Dio lo ha disegnato Nell' Ordine Creativo [Genesi 2:15-24];[Genesi 3:16]; [1 Corinzi 11:8-9]; [1 Timoteo 2:13]

2) Per l'Ordine Stabilito in Creazione l'Uomo è il Capo della Donna
La donna è creata da Dio per essere compagna e di aiuto all’uomo, la donna e l'uomo sono uguali davanti a Dio per quanto riguarda la dignità umana, la salvezza e benedizioni di Dio, ma non per quanto riguarda ruolo e autorità.

1 Corinzi 11:3 Voglio però che sappiate che il capo di ogni uomo è Cristo, il capo della donna è l'uomo e il capo di Cristo è Dio.

1 Corinzi 11:7- 8 perché l'uomo non è dalla donna, ma la donna dall'uomo, 9 anche perché l'uomo non fu creato per la donna, ma la donna per l'uomo.

3) La Donna e Moglie Non Può Ritenere Posizioni di Autorità Spirituale Sopra l’Uomo
Quindi non possono insegnare nella chiesa, ne possono ritenere posizioni ed uffici di governo nella chiesa, cioè essere pastore, anziane o maestre nella chiesa. Il perché ci è già stato in parte detto ma è ulteriormente spiegato in

1 Timoteo 2:11 La donna impari in silenzio, con ogni sottomissione. 12 Non permetto alla donna d'insegnare, né di usare autorità sull'uomo, ma ordino che stia in silenzio. 13Infatti è stato formato per primo Adamo e poi Eva. 14E non fu Adamo ad essere sedotto ma fu la donna che, essendo stata sedotta, cadde in trasgressione.

Questo si era già spiegato prima dicendo che la donna ha anche delle debolezze spirituali tali che le impediscono di ritenere una posizione di autorità spirituale sopra l’uomo. Per via di questo l’uomo/marito è chiamato a proteggere la donna/moglie non solo perché è fisicamente più debole, ma anche più propensa a cedere agli inganni del diavolo in certe tentazioni, per via di queste la donna è comandata da Dio di comportarsi in un certo modo e di ritenere dei ruoli ben precisi.

Ci sono solo due casi in cui la donna ha una posizione di autorità nella famiglia e nella chiesa e solo in questi due casi possono esercitare un tipo di insegnamento e di autorità.

1) Secondaria autorità sui figli, la primaria spetta al padre, primaria solo se per ovvi motivi il marito è mancante. Comunque alla luce di questo soggetto vedi le eccezioni della Scrittura, eccetto per separazione tra credenti [1 Corinzi 7:10-11] la donna è chiamata a sposarsi ed essere spiritualmente coperta da un marito[1 Timoteo 5:14-15] .

2) Le donne anziane della chiesa hanno una misura di autorità sulle giovani e possono insegnare loro determinate cose in accordo con la parola di Dio [Tito 2:3-5].

Abbiamo già determinato e studiato che la prima responsabilità della moglie è di essere sottomessa al marito e di essere ubbidiente al marito quando non è lei stessa richiesta di violare la parola di Dio.
In questa sottomissione però c’è tutto un comportamento che è richiesto da Dio, comportamento che la moglie nella famiglia e la donna nella chiesa deve avere, la parola di Dio ci spiega il perché. Il comportamento comandato da Dio è anche connesso con altre cose che riguardano le responsabilità della donna/moglie.

Il comportamento della donna/moglie deve essere tale da rispecchiare una dote spirituale di bontà e gentilezza che è essenziale per la donna cristiana. Per questo la donna contenziosa vive nella ribellione e nel peccato, poiché la donna contenziosa che non si attiene al comportamento comandato nella Scrittura non è sottomessa a Dio. Per questo che Pietro ci dice

1 Pietro 3:1-7 Similmente voi, mogli, siate sottomesse ai vostri mariti affinché, anche se ve ne sono alcuni che non ubbidiscono alla parola, siano guadagnati senza parola dalla condotta delle loro mogli, 2quando vedranno la vostra casta condotta accompagnata da timore. 3 Il vostro ornamento non sia quello esteriore: intrecciare i capelli, portare i gioielli d'oro o indossare belle vesti 4 ma l'essere nascosto nel cuore con un'incorrotta purezza di uno spirito dolce e pacifico, che è di grande valore davanti a Dio. 5Cosí infatti si adornavano una volta le sante donne che speravano in Dio, stando sottomesse ai loro mariti 6come Sara che ubbidiva ad Abrahamo, chiamandolo signore, di essa voi siete divenute figlie, se fate il bene e non vi lasciate prendere da alcun spavento. 7 Similmente voi, mariti, vivete con le vostre mogli con la comprensione dovuta alla donna, come al vaso piú debole, e onoratele perché sono coeredi con voi della grazia della vita, affinché le vostre preghiere non siano impedite.

Qui vediamo cos’è di grande valore per Dio e cioè che la donna/moglie sia adornata da un’incorrotta purezza di uno spirito dolce. Se la donna/moglie non è adornata di questo spirito ma è invece contenziosa ha uno spirito ribelle che non è di nessun valore a Dio, questo ci porta anche alla fine di questo passo poiché dice, affinché le vostre preghiere non siano impedite. Questo pezzetto finale di questo passo e spesso interpretato io credo che sia insegnato male spesso, poiché viene insegnato e connesso solo ai mariti perché sono gli ultimi soggetti menzionati ma in realtà non è cosi. Nel passo ci sono delle parole specifiche, cioè la parola similmente che congiunge le mogli ai mariti quindi facendo dei due soggetti legati a quest’ultimo avvertimento un solo soggetto.

Ricordiamoci che il marito e la moglie come Cristo e la chiesa sono uno. La parola similmente dunque unisce i comandamenti e le responsabilità della moglie a quelle dei mariti avvertendo poi entarmbi, sia la moglie che il marito, che se queste cose non sono osservate le preghiere di entrambi sono a rischio di non essere esaudite.

Come conferma la parola di Dio, questo in 1 Pietro 3:7 è un principio universale nella Scrittura, che viene applicato a tutti. Quindi se il marito non ubbidisce le sue responsabilità verso la moglie, le sue preghiere saranno impedite poiché sarà in trasgressione alla parola di Dio, ma se una moglie non esegue ciò che è scritto in questo passo, anche lei sarà in trasgressione e anche le sue preghiere saranno impedite. Chiaramente vediamo che questo è vero nella Scrittura in generale.

Salmo 66:17-18 Ho gridato a lui con la mia bocca e l'ho esaltato con la mia lingua. 18 Se avessi serbato iniquità nel mio cuore, il Signore non mi avrebbe dato ascolto.

Proverbi 28:9 Se uno volge altrove l'orecchio per non ascoltare la legge, la sua stessa preghiera sarà un abominio.


Chiaramente nella Scrittura il comportamento della donna deve essere coerente con la sottomissione a Cristo.

La contenzione da parte della donna/moglie in qualsiasi caso è un segno che c’è immaturità spirituale e che la donna/moglie in questione è ribelle a Dio stesso. Per vedere quanto la ribellione e l’ostinatezza sia una cosa seria, cosa ci dice la parola di Dio?

1 Samuele 15:23a Poiché la ribellione è come il peccato di divinazione, e l'ostinatezza è come il culto agli idoli e agli dei domestici.

Esaminiamo il comportamento giusto e quello sbagliato e le responsabilità della donna in questo caso.
La donna/moglie è comandata dalla parola di DIO di avere un certo atteggiamento e comportamento che porti onore sia a DIO che a suo marito ed anche perché un certo comportamento la aiuta ad essere sottomessa, gentile, non contenziosa e la protegge dalle tentazioni alle quali lei è più propensa.

Cominciamo con il comportamento della moglie nella chiesa e nella sua vita.

1 Corinzi 11:1-16 Siate miei imitatori, come anch'io lo sono di Cristo. Or vi lodo, fratelli, perché vi ricordate di tutte le cose che provengono da me, e perché ritenete gli ordinamenti, come ve li ho trasmessi. 3Voglio però che sappiate che il capo di ogni uomo è Cristo, il capo della donna è l'uomo e il capo di Cristo è Dio. 4 Ogni uomo, che prega o profetizza col capo coperto, fa vergogna al suo capo. 5Ma ogni donna, che prega o profetizza col capo scoperto, fa vergogna al suo capo perché è la stessa cosa che se fosse rasa. 6Ora se la donna non si copre, si faccia pure tagliare i capelli; ma se è una cosa vergognosa per la donna farsi tagliare i capelli o rasare, si copra il capo. 7L'uomo invece non deve coprirsi il capo, perché è l'immagine e la gloria di Dio; ma la donna è la gloria dell'uomo, 8perché l'uomo non è dalla donna, ma la donna dall'uomo, 9anche perché l'uomo non fu creato per la donna, ma la donna per l'uomo. 10Perciò la donna deve avere sul capo un segno di autorità, a motivo degli angeli. 11Nondimeno, né l'uomo è senza la donna, né la donna senza l'uomo, nel Signore, 12perché come la donna proviene dall'uomo, così anche l'uomo nasce per mezzo della donna, e ogni cosa è da Dio. 13Giudicate fra voi stessi. E' conveniente che la donna preghi Dio senza essere coperta? 14La natura stessa non vi insegna che è un disonore per l'uomo portare la chioma? 15Se invece la donna porta la chioma, ciò è per lei un onore, poiché la chioma le è stata data per copertura. 16 Ora se alcuno vuol essere contenzioso, noi non abbiamo una tale usanza e neppure le chiese di Dio.

Il primo comandamento dato da Paolo con autorità apostolica verso il comportamento della donna nella chiesa è riguardante il simbolo che la donna deve indossare per dimostrare la sua disposizione di sottomissione al SIGNORE, al marito e alla chiesa, questo è il velo.

Questo passo è importante da studiare perché ci insegna molte verità in riguardo ai ruoli dell'uomo e della donna è inoltre un passo che come molti altri contiene i comandamenti di come un donna si deve comportare nella chiesa, questi purtroppo sono stati ridotti oggi da molti, ad essere solo cose di natura culturale invece di essere ancora considerati dottrine applicabili oggi. Invece son considerati applicabili a quel tempo invece di ritenere la loro universalità e che in realtà sono immutati dal tempo o dalla cultura. Ripeto, queste sono dottrine erronee, perché la parola di Dio e la Sua dottrina non si adatta ai cambiamenti della cultura e della società, nei casi della dottrina della chiesa. La chiesa deve adattarsi alla Bibbia non la Bibbia alla società e cultura. La parola di Dio soprassiede la cultura e la società. Sarebbe come dire che, come molti tentano di fare oggi, che la chiesa deve cambiare opinione sull'omosessualità perché la società la tollera e la accetta, sarebbe lo stesso concetto. La parola di Dio è immutabile dalla società e la cultura, a meno che non si parli di molte differenze che vi sono culturalmente e cerimoniali tra Israele dell'AT e la chiesa del NT.

Il simbolo che il velo rappresenta non è opzionale o solo culturale di quel tempo e giorno e che oggi non conta. Si deve capire che invece di una tradizione era invece un comandamento e che era osservato in tutte le chiese e che trascende tempo, e i cambiamenti di società e cultura.

Questo passo inizia con l'importante esortazione di Paolo che dice di seguire lui nello stesso modo che lui segue Cristo. Poi loda i Corinzi perché hanno ricordato le tradizioni che Paolo gli aveva dato e che loro stessi realizzavano che la fonte della sua autorità Apostolica era Dio, versetti 1-2.

E' evidente che comunque esisteva un problema, tra i molti problemi che c'erano in questa chiesa, ve ne era un altro. Alcune persone, donne, non volevano attenersi a determinate regole durante le assemblee. Questo problema lo vediamo per come Paolo inizia il versetto 3. Dopo averli lodati, dice Voglio che sappiate, questa è un indicazione che c'era un problema che doveva essere indirizzato, c'era qualche cosa che loro non sapevano.

Come all'inizio di 1 Corinzi 12 Paolo gli dice che non voleva che loro fossero ignoranti in riguardo a doni spirituali, il che voleva dire che c'era ignoranza, così qui egli dice di seguire lui come lui segue Gesù e che è gioioso che loro ricordano le sue istruzioni come provenienti da Dio, ma ora dice Voglio che sappiate il problema era che certe donne nell'assemblea non volevano coprirsi il capo. Paolo allora deve spiegare l'importanza di questa cosa e questo è compreso dal testo stesso.


Paolo spiega che il velo è un simbolo che la donna deve indossare, non perché la cultura lo esige, ma perché è un simbolo nella chiesa, un simbolo della sottomissione della donna alle autorità spirituali, iniziando con Dio e poi il marito. Questo perché ogni membro della chiesa deve rispecchiare la gloria del proprio capo e non portare vergogna al suo capo. Paolo dunque spiega

Versetto 3 Voglio però che sappiate che il capo di ogni uomo è Cristo, il capo della donna è l'uomo e il capo di Cristo è Dio.

Quando sia l’uomo che la donna non rispettano l’ordine spirituale decretato da Dio questo si manifesta in un comportamento indecoroso versetti 4-8 ed anche contro l’ordine naturale che Dio ha stabilito nella creazione, cioè quello che è descritto nel passo nei versetti 14-15 La natura stessa non vi insegna che è un disonore per l'uomo portare la chioma? 15 Se invece la donna porta la chioma, ciò è per lei un onore, poiché la chioma le è stata data per copertura.

Quindi c’è, con l’indossare del velo, un rispetto per tutte le autorità spirituali poste sopra la donna ed anche rispetto per l’ordine naturale stabilito da Dio. Ricordiamoci che, sia nell’ordine spirituale che in quello naturale, Dio ha stabilito le posizioni di autorità, come ci ricorda Paolo nei versetti 8-9 perché l'uomo non è dalla donna, ma la donna dall'uomo, 9anche perché l'uomo non fu creato per la donna, ma la donna per l'uomo.

Ed anche nel versetto di

1 Timoteo 2:13 Infatti è stato formato per primo Adamo e poi Eva.

Queste sono le vere ragioni perché il velo deve essere indossato dalla donna e perché la donna non può ne insegnare ne esercitare autorità sull'uomo. Non sono per niente ragioni culturali, originano dall'ordine creativo dio Dio e sono poste nell'ordine naturale che Dio ha stabilito, trascendono tempo e cultura, Infatti sono ben spiegate nel versetto 10

La donna quindi è comandata ad indossare un segno, un simbolo, che dimostra pubblicamente che lei è sottomessa alle autorità sotto le quali lei è stata posta da Dio. Questo stabilito da Dio nell'orine di creazione e quindi nella natura. La mancanza di volontà o la ribellione contro il voler indossare il velo è un segno che la donna è contenziosa e non vuole essere sottomessa alle autorità che Dio stesso vuole che lei sia sottoposta. Se la donna fosse sottomessa a Dio non farebbe di questa cosa una contenzione ma la accetterebbe come un comandamento di Dio. Possiamo dire che il velo potrebbe anche essere considerato una prova per vedere se la donna ha uno spirito di sottomissione o se è ribelle.

Il velo quindi, non è una questione di cultura o di usanza, ma è un segno esterno della condizione spirituale interna della donna. Che non è solo una usanza o una tradizione culturale che oggi non conta, ma è invece un comandamento e un simbolo della salute spirituale della donna. Questo è ulteriormente confermato da altri passi che ci insegnano quanto il velo sia legato all’importanza dell’atteggiamento di sottomissione della donna e quindi l’importanza di rispettare questa usanza e va oltre la cultura.

Genesi 24:64-65 Anche Rebecca alzò gli occhi e vide Isacco; allora ella smontò in fretta dal cammello, 65e disse al servo: «Chi è quell'uomo che viene nel campo incontro a noi?». Il servo rispose: «E' il mio signore». Allora ella, preso il velo, si coprì. Alcuni diranno ma questo è una usanza dell’Antico Testamento ora siamo nel nuovo, si ma questo conferma sia 1 Corinzi 11 sia

1Pietro 3:4-5 ma l'essere nascosto nel cuore con un'incorrotta purezza di uno spirito dolce e pacifico, che è di grande valore davanti a Dio. 5Cosí infatti si adornavano una volta le sante donne che speravano in Dio, stando sottomesse ai loro mariti

Inoltre, culturalmente parlando, come può una donna cristiana ribellarsi alla parola di Dio solo per volersi sottomettere alla cultura del mondo? Cioè, se abbiamo constatato già in questo studio, che nella società e cultura in cui viviamo c'è una totale ribellione ai ruoli che Dio ha stabilito; allora che cosa deve una donna cristiana fare oggi? Ubbidire alla cultura? Cosa determina la sottomissione della donna cristiana, la cultura o la parola di Dio? Possiamo annullare i comandamenti e le dottrine che Dio ha dato alla chiesa perché la cultura oggi è diversa? Chi è il Signore, la cultura e la società o Dio? La Bibbia chiaramente ci comanda di essere trasformati mediante il rinnovamento della nostra mente e di non essere conformi a questo mondo [Romani12:1-2]. E' inoltre chiarissimo nella Scrittura che se una persona è amica del mondo è nemica di Dio?

Giacomo 4:4 Adulteri e adultere, non sapete che l'amicizia del mondo è inimicizia contro Dio? Chi dunque vuole essere amico del mondo si rende nemico di Dio.


Non credo che la cultura sia ciò che debba dettare affatto il comportamento del cristiano. Perché, altrimenti non si può sfoggiare tutto il repertorio di moda odierna nell'abbigliamento se ci si deve mettere sulla testa un velo? Rovinerà l'immagine della donna? D'altronde purtroppo è proprio così oggi giorno, si devono eliminare tutte le parti della Bibbia che non sono più coerenti con la cultura in cui viviamo. La chiesa odierna sta facendo questo a tutti i livelli, lo fanno con il femminismo, il divorzio, l'omosessualità, l'aborto, figuriamoci se non lo faranno per un semplice velo in testa.


Cosa voleva dire Paolo quando ha detto che la donna deve portare questo segno o simbolo di autorità per sulla testa anche per via degli angeli?

La Bibbia ci insegna che gli angeli che sono i ministri di Dio per il bene degli eletti di Dio cioè noi credenti

Ebrei 1:14 Non sono essi tutti spiriti servitori, mandati a servire per il bene di coloro che hanno da ereditare la salvezza?

Gli angeli sono presenti nelle assemblee dei credenti? Direi, visto che siamo nella presenza di Dio. Gli angeli quindi osservano l’atteggiamento delle persone e osservano anche ogni segno irrispettoso dell'assemblea nel offrire culto a Dio. Inoltre, gli angeli stessi nella presenza di Dio rispettano la loro sottomissione all’autorità di Dio e la gerarchia nella quale devono operare. Essi stessi osservano una copertura che riflette la loro sottomissione ed umiltà di fronte a Dio.


Isaia 6:2 Sopra di lui stavano dei serafini; ognuno di essi aveva sei ali: con due si copriva la faccia, con due si copriva i piedi e con due volava.

Bisogna capire l’importanza di questa dichiarazione da parte di Paolo in riguardo agli angeli, poiché ci rivela che l’indossare del velo come segno di sottomissione alle autorità spirituali da parte di una donna nell’assemblea non è per niente dipendente dalla cultura in cui uno vive.

Sia l’ordine creativo e la presenza degli angeli e la loro stessa sottomissione a Dio ed a chi altro sono sottomessi nella loro gerarchia, non dipendono affatto dalla cultura, quindi non si può dire che questi principi riguardanti il velo sono validi solo nella cultura ai tempi di Paolo, questi principi sono eterni e universali e validi oggi.

Dio ha stabilito una chiara catena di autorità sia nella famiglia che nella chiesa, ordinando gli uomini ad avere una primaria posizione di autorità e responsabilità, questo nella chiesa deve essere rispettato e la cultura non ha alcuna giurisdizione sui ruoli che Dio ha decretato per la chiesa e la famiglia cristiana.

La nostra cultura però ha rigettato queste ideologie divine e l’ordine stabilito da Dio, avendo rifiutato la differenza dei ruoli stabiliti da Dio per gli uomini e le donne, questo guida un trend che nella cultura moderna dove gli uomini stanno divenendo più come le donne e le donne come gli uomini.

Molti pensano che riconoscere la sottomissione a l’uomo e riconoscere la sua autorità sia un peso insopportabile dicendo che questo toglie dignità alla donna, che la spinge ad essere inferiore e insignificante perché deve riconoscere l’uomo come essere superiore. Questo non può essere più lontano dalla verità. Anche nella trinità tutte e tre le persone della trinità sono Dio e il rapporto tra di esse di parità per quanto riguarda la loro divinità, ma per quanto riguarda il loro ruolo di autorità sono diversi e uno sottomesso a l'altro in ordine di autorità, Padre, Figlio e Spirito Santo.

Quelli che insegnano che la chiesa deve conformarsi alla cultura e società e quindi deve adattarsi a fare ciò che fa la cultura e società errano grandemente e insegnano che la chiesa deve conformarsi ad altre ideologie e filosofie invece che diventare conforme alla parola di Dio e l’immagine di Cristo. Non possiamo conformare la parola di Dio alla cultura e società in cui viviamo siamo noi che dobbiamo conformarci alla parola di Dio. La chiesa è, deve essere, guidata dalla parola di Dio, le dottrine e le tradizioni bibliche degli apostoli che avevano ricevuto direttamente da Dio.

Nel versetto 16 per concludere infatti, Paolo anticipa le risposte di atteggiamento contenzioso che alcuni avevano e ancora avrebbero avuto riguardante questa regola, non lo silenzia soltanto con autorità apostolica, che sarebbe sufficiente, bensì dichiarando che questa contenzione non era di usanza tra gli apostoli e nemmeno nelle altre chiese, poiché era una usanza che tutte le altre chiese erano abituate ad osservare e sul quale erano tutti d’accordo e non c'era contenzione. Quindi quelli che non erano d’accordo con le tradizioni delle dottrine Apostoliche erano certamente considerati contenziosi [2 Tessalonicesi 3:14], principio valido per tutte le epsitole.

Visto che abbiamo già stabilito che l’atteggiamento della donna/moglie ancora una volta è di rispettare l’ordine con il quale Dio ha stabilito l’autorità spirituale nella famiglia e nella chiesa possiamo dunque continuare a parlare delle responsabilità della donna/moglie.


Abbiamo visto dal testo usato fino ad ora che nell’assemblea, nella chiesa e quindi di conseguenza anche nella famiglia è permesso alle donne di pregare e profetizzare indossando il segno della loro sottomissione, cioè il velo. Inoltre mi domando, ma perché le donne oggi sembrano essere così opposte a indossare il velo in chiesa? Forse perché gli sciupa la messa in piega? Non credo, credo che sia la stessa problematica che esisteva ai tempi di Paolo, vogliono fare quello che vogliono, hanno lo spirito femminista e ribelle, anche se la maggior parte delle donne credenti non vogliono ammetterlo. Il loro atteggiamento e comportamento in genere non è affatto come la parola di Dio comanda. Il problema non sono tanto le ragioni culturali del perché una donna non vuole coprirsi il capo oggi, quanto l'atteggiamento ribelle e contenzioso verso questo comandamento apostolico.

Questo è un passo che la maggior parte delle donne credenti di oggi cercano in tutti i modi di interpretare privatamente cercando solo le spiegazioni e interpretazioni che meglio si adeguano al loro desiderio e comportamento carnale,ribelle e contenzioso. Cosa gli costerebbe mettersi un velo in testa per ubbidire ed onorare Dio ed onorare il loro capo, che se non è un marito è Cristo? Ovviamente gli costa molto, non vogliono onorare Dio ne gli importa di dimostrare che hanno un spirito di sottomissione alla parola di Dio. E' ovvio che se hanno questo atteggiamento non potranno mai essere sottomesse ai propri mariti ne potranno onorarli. Se rigettano il simbolo che è molto più facile da ubbidire del comandamento il quale rappresenta, figuriamoci se onoreranno il comandamento del quale il velo è simbolo.

L’atteggiamento e comportamento della donna/moglie è poi ulteriormente descritto nella parola di Dio. In questi passi che esamineremo:

1 Timoteo 2:9-15 Similmente le donne si vestano in modo decoroso, con verecondia e modestia e non di trecce o d'oro, o di perle o di abiti costosi 10ma di buone opere, come conviene a donne che fanno professione di pietà. 11La donna impari in silenzio, con ogni sottomissione. 12Non permetto alla donna d'insegnare, né di usare autorità sull'uomo, ma ordino che stia in silenzio. 13Infatti è stato formato per primo Adamo e poi Eva. 14E non fu Adamo ad essere sedotto ma fu la donna che, essendo stata sedotta, cadde in trasgressione. 15Tuttavia essa sarà salvata partorendo figli, se persevererà nella fede, nell'amore e nella santificazione con modestia.

1 Timoteo 2:9-15 Similmente le donne si vestano in modo decoroso, con verecondia e modestia e non di trecce o d'oro, o di perle o di abiti costosi 10ma di buone opere, come conviene a donne che fanno professione di pietà.



Questo passo è ulteriormente confermato da altri passi


1 Pietro 3: 3-4 Il vostro ornamento non sia quello esteriore: intrecciare i capelli, portare i gioielli d'oro o indossare belle vesti 4ma l'essere nascosto nel cuore con un'incorrotta purezza di uno spirito dolce e pacifico, che è di grande valore davanti a Dio.


Tito 2:3-5 Parimenti le donne anziane abbiano un comportamento conveniente a persone sante, non siano calunniatrici, non schiave di molto vino, ma maestre nel bene 4 per insegnare alle giovani ad amare i loro mariti, ad amare i loro figli, 5a essere assennate, caste, dedite ai lavori di casa, buone, sottomesse ai propri mariti, affinché la parola di Dio non sia bestemmiata.


Esaminando questi passi prendiamo le responsabilità delle donne nella chiesa e nella famiglia una alla volta.



La Prima Responsabilità:


E' come una donna deve rispecchiare la sua bellezza interiore, cioè Cristo in lei, in un tal modo che contrasta ornamenti esterni o un abbigliamento che infine non riflette la santità e la purità di Dio. Questa cosa per molte donne e molte chiese oggi non è più importante, ma per Dio lo è tutt'oggi.

Molte donne e molti pastori insegnano che non è l’abbigliamento o gli ornamenti o il trucco che dimostra se una persona è spirituale o meno e quindi enfasi sul queste cose non è necessaria per dimostrare spiritualità. La parola di Dio e quindi di conseguenza io, non siamo d’accordo su questo. Come una donna si veste invece, è un barometro della spiritualità della persona interiore, cioè dello stato spirituale di quella donna.

Sia ai tempi di Paolo che oggi, certi abbigliamenti, certe quantità di ornamenti e di trucco dimostrano due cose, la prima, che spesso queste erano la moda di donne facili, cioè di prostitute, o di donne che volevano mettersi in mostra ed attrarre attenzione su se stesse per via della loro apparenza esteriore, lussuosa o provocante. Se a una donna cristiana piace vestirsi in un modo provocativo e sexy c’è veramente da chiedersi il perché. Perché una donna cristiana voglia mettere in mostra certe fisionomie del suo corpo e metterle in mostra agli occhi di tutti, sia uomini che donne, e in special modo in chiesa?


La parola di Dio dice che la donna cristiana deve vestirsi in modo decoroso e modesto, quindi non deve andare in giro vestita come una velina della TV o una donna della strada. [Tito 2:3] dice che la donna cristiana deve avere un comportamento conveniente a una persona santa e certamente non deve riflettere le mode scellerate delle donne del mondo. La donna cristiana deve attrarre attenzione a Cristo in lei e non a se stessa, in alcun modo. C’è inoltre l'aspetto di base di questa cosa, cioè l’amore e il rispetto sia per gli altri che per se stesse.


Sapendo che l’uomo, il maschio, è propenso a cadere in tentazioni di tipo sessuale, questo anche solo con gli occhi, non è dunque convenevole dal punto di vista dell’amore che una sorella deve avere verso i fratelli di vestirsi in un modo da facilitare la loro caduta nella tentazione e nel peccato per il modo in cui la donna sia vestita [Matteo 5:27-28]. Inoltre non è una dimostrazione di rispetto verso se stesse vestirsi in modo non convenevole ad una donna di Dio, anziché riflettendo l’immagine di Cristo ed invece riflettendo l’immagine di una donna del mondo, e spesso anche peggio, una donna della strada.


Molte donne e falsi insegnanti e pastori che errano dicono: “Ma in Cristo abbiamo la libertà di vestirci e di indossare quel che vogliamo, ciò non determina il nostro cammino con Lui”. Questo ragionamento è erroneo e diabolico. Loro per esempio lo scusano con la scrittura di


1 Corinzi 6:12 Ogni cosa mi è lecita, ma non ogni cosa è vantaggiosa; ogni cosa mi è lecita, ma non mi lascerò dominare da cosa alcuna.

Così dicendo ogni cosa mi è lecita, per quanto riguarda il mangiare, vestire e cose del genere e poi confermandola con un altro passo che dice che Or il Signore è lo Spirito, e dov'è lo Spirito del Signore, vi è libertà. 2 Corinzi:3-17

Facendo questo però queste persone si dimenticano due cose essenziali della Scrittura, la prima, che non si può tirare versetti fuori contesto per creare una dottrina o una ideologia, la seconda cosa è che quando si cita un versetto per fare un punto deve essere coerente con quello che insegna il resto della Scrittura.
Quindi, entrando nel discorso dell'indossare certe cose e adornarsi in certi modi ed anche molti altri, per i quali usano questi versetti, vediamo subito alla luce del contesto e della Scrittura che le loro dottrine basate su questi argomenti sono completamente false.

La Scrittura stessa nel versetto di [1 Corinzi 6:12] dice ogni cosa è lecita ( quello che non viola la legge di Dio) ma non tutto è vantaggioso, ogni cosa è lecita ma non ne dobbiamo diventare schiavi. Quante donne sono schiave del loro guardaroba? Molte!

Inoltre e la cosa peggiore è vestirsi in modo sensuale o sexy e indecentemente o quasi, mettendo in mostra il proprio corpo anche se non fosse peccato per chi si veste, comunque lo è, è comunque una occasione per far peccare altri, ed in questo caso la Scrittura è chiara.

Romani 14:21 21 È bene non mangiare carne, né bere vino, né fare cosa alcuna che porti il tuo fratello a inciampare.


1 Corinzi 8:9 Badate però che questa vostra libertà non divenga un intoppo per i deboli.


Galati 5:13-14 Voi infatti, fratelli, siete stati chiamati a libertà; soltanto non usate questa libertà per dare un'occasione alla carne ma servite gli uni gli altri per mezzo dell'amore. 14Tutta la legge infatti si adempie in questa unica parola: «Ama il tuo prossimo come te stesso».


1 Pietro 2:16 Comportatevi come uomini liberi, non facendo uso della libertà come di un pretesto per coprire la malvagità, ma come servi di Dio.


Ricordiamoci che, sì, è vero, ognuno di noi è responsabile per i propri peccati. Questo vuol dire che se un uomo ha desideri immorali nel cuore li può avere sia che una donna sia vestita in modo provocatorio o no. Comunque, non usiamo anche questa come scusante per fare quello che vogliamo, perché come abbiamo appena letto tutti siamo responsabili verso i fratelli e le sorelle di non farli peccare in alcun modo. Se si è responsabili per aver scandalizzato un fratello per qualsiasi ragione, incluso il nostro abbigliamento o la mancanza di tale, siamo in grave peccato. Dopo tutto, se Gesù ha così descritto le conseguenze degli empi che causano le offese si capisce dunque che non sono cose da fare nella chiesa.


Matteo 18:6-7 Ma chi avrà scandalizzato uno di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse legata una macina d'asino al collo e che fosse sommerso nel fondo del mare. 7 Guai al mondo per gli scandali! Perché è necessario che avvengano gli scandali, ma guai a quell'uomo per colpa del quale avviene lo scandalo!

Una donna che invece dimostra le sue doti spirituali e mette in mostra Gesù in lei è ciò che il SIGNORE vuole.


Che cosa è importante a Dio è che una donna indossi Cristo e che sia modesta. Dio vuole che si vedano in lei queste doti invece di quelle esterne. La Bibbia ci istruisce della vanità e la poca importanza a Dio dell’apparenza esteriore rispetto alla persona spirituale che deve essere presente nel cuore di una donna (di tutti i credenti).

Proverbi 31:30 Il fascino è fallace e la bellezza è vana, ma la donna che teme l'Eterno, quella sarà lodata.


1 Timoteo 2:9-10 Similmente le donne si vestano in modo decoroso, con verecondia e modestia e non di trecce o d'oro, o di perle o di abiti costosi, ma di buone opere, come conviene a donne che fanno professione di pietà.


1 Pietro 3: 3-4 Il vostro ornamento non sia quello esteriore: intrecciare i capelli, portare i gioielli d'oro o indossare belle vesti 4ma l'essere nascosto nel cuore con un'incorrotta purezza di uno spirito dolce e pacifico, che è di grande valore davanti a Dio.


Tito 2:3-5 Parimenti le donne anziane abbiano un comportamento conveniente a persone sante, non siano calunniatrici, non schiave di molto vino, ma maestre nel bene 4 per insegnare alle giovani ad amare i loro mariti, ad amare i loro figli, 5a essere assennate, caste, dedite ai lavori di casa, buone, sottomesse ai propri mariti, affinché la parola di Dio non sia bestemmiata.




La Seconda Responsabilità: che la Bibbia chiama la donna/moglie come comportamento è


1 Timoteo 2:11-12 La donna impari in silenzio, con ogni sottomissione. 12Non permetto alla donna d'insegnare, né di usare autorità sull'uomo, ma ordino che stia in silenzio.

Già abbiamo parlato di cosa vuole dire per la donna/moglie essere sottomessa al marito e non vogliamo continuare a ribattere su questo, ma questo versetto purtroppo è molto discutibile oggi giorno nella chiesa. Siccome la chiesa si è conformata alla società e le filosofie del mondo sono entrate a far parte della chiesa, è quindi ovvio che la donna cristiana, la moglie, si trova a controbattere ed a compromettere certe dottrine, chiamandole antiquate e usando ancora una volta la scusa che oggi i tempi sono diversi e che la donna è emancipata e deve essere trattata con esatta parità all’uomo. La Scrittura insegna questo?


Io personalmente sono d’accordo con una cosa, cioè, che per quanto riguarda la dignità della persona ed i diritti umani individuali ci deve essere sicuramente parità, ma per quanto riguarda ruoli specifici sia nella chiesa che nella famiglia la donna è di ruolo sottomessa all’uomo, certamente non di importanza davanti a Dio.

Come già detto la chiesa deve, o dovrebbe essere guidata, esclusivamente dalla parola di Dio e quindi anche gli individui che si reputano credenti, nati di nuovo devono essere ubbidienti alla parola di Dio. Non importa se le culture cambiano, Dio non cambia e non cambia idea assieme ai cambiamenti delle culture nel passare degli anni. Dio non si attiene alle mode e le filosofie del mondo, siamo noi che dobbiamo conformarci alla Sua parola, all’immagine di Cristo e trasformare la nostra mente nella mente di Cristo.
Gesù disse in

Luca 21:33 Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno».

Allora ricordando ciò che si disse all’inizio dello studio che il nostro dovere spirituale è quello di rinnovare e trasformare la nostra mente umana in quella di Cristo tramite la sua parola, è solo la conoscenza della sua parola che ci renderà veramente liberi e ci farà conoscere la verità e ci santificherà.
Quindi dopo aver chiarito queste cose dobbiamo allora cercare di continuare ad applicare la parola di Dio al nostro studio.

L’Apostolo Paolo con la sua autorità spirituale e apostolica ricevuta di Dio, ci insegna che nella chiesa ci sono ruoli da osservare e precise istruzioni pastorali, e specifico pastorali non culturali. Sia alla chiesa di Corinto che alla chiesa ad Efeso queste direttive sono state chiarite da Paolo. Senza dubbio è evidente che sia importante che nelle istruzioni ecclesiastiche e pastorali ci siano questi comandamenti da osservare.


Osserviamo ed esaminiamo ancora questo passo e confrontiamolo con gli altri passi che sono i suoi paralleli.


1 Timoteo 2:11-12 La donna impari in silenzio, con ogni sottomissione. 12 Non permetto alla donna d'insegnare, né di usare autorità sull'uomo, ma ordino che stia in silenzio.


Paolo vuole che la donna impari in silenzio, cosa vuol dire questo? Vuole dire che la donna non deve parlare mai nell’assemblea? No, questo non può voler dire ciò, poiché nel passo di 1 Corinzi 11 Paolo riferendosi alla dottrina del velo dice che la donna poteva sia pregare che profetizzare indossando il velo.

Paolo qui fa riferimento all'imparare in silenzio e con ogni sottomissione, e cioè senza commenti, soprattutto di natura contenziosa, e rispettando l’autorità posta sopra di lei, cioè il pastore, il dottore, l’anziano, il profeta, l’apostolo e il marito.

Non è quindi permesso alla donna di insegnare. Insegnando porterebbe la donna ad avere autorità sull’uomo. Non è che la donna non può fare domande al marito a casa.

1 Corinzi 14:35 E se vogliono imparare qualche cosa interroghino i propri mariti a casa, perché è vergognoso per le donne parlare in chiesa.


Allora, qualcuno dice che questo era un comandamento valido solo per la chiesa di Corinto perché nella cultura Greca era vergognoso che una donna parlasse in pubblico. Allora, se è così, perché Paolo da le stesse direzioni a Timoteo che è pastore in Efeso? Efeso è in Asia non in Grecia. Inoltre, è evidente che Paolo parli di tutte le chiese universalmente, poiché poco prima in

1 Corinzi 14:33 perché Dio non è un Dio di confusione, ma di pace; e così si fa in tutte le chiese dei santi.

Evidenza che conferma che le direttive che Paolo stava dando ai Corinzi erano universali per la chiesa, non culturali.

La donna dunque, impari in silenzio e con ogni sottomissione, senza polemica e contenzione. La donna non può ritenere un posizione di autorità spirituale ne può insegnare nell’assemblea, mantenendo sempre un atteggiamento di sottomissione,umiltà, ordine e silenzio, perché Dio vuole questo.

Questo è ulteriormente confermato nel seguito dell'epistola di 1 Timoteo, mentre Paolo dispone dei prerequisiti per i pastori, gli anziani e i diaconi. Paolo ovviamente fa riferimento a queste tre categorie di autorità spirituale a soli maschi. Poiché anche se la parola usata nel passo di [1 Timoteo 3:1] se uno desidera non è un riferimento specifico alla parola uomo trovata in [1 Timoteo 2:12] cioè nel Greco “andròs” la parola che segue cioè che il vescovo, l’anziano e diacono dovessero essere il marito e cioè “àndra” che è derivativo della parola andròs mette in evidenza che queste posizioni siano prettamente presiedute da uomini e non da donne. Infatti in nessun caso, anche nella storia della chiesa fino negli anni 1900 ben addentrati, troviamo donne che presiedono in posizioni di autorità nella chiesa.

L’atteggiamento della donna sia nella chiesa che nella famiglia è quello che insegna la parola di Dio.

1 Corinzi 14:33-37 perché Dio non è un Dio di confusione, ma di pace; e così si fa in tutte le chiese dei santi. 34 Tacciano le vostre donne nelle chiese, perché non è loro permesso di parlare, ma devono essere sottomesse, come dice anche la legge. 35 E se vogliono imparare qualche cosa interroghino i propri mariti a casa, perché è vergognoso per le donne parlare in chiesa. 36 È la parola di Dio proceduta da voi o è essa pervenuta a voi soli? 37 Se uno si stima essere profeta o spirituale, riconosca che le cose che vi scrivo sono comandamenti del Signore.

Questo passo è troppo importante per vederlo solo nell'ottica del versetto 35, infatti per comprendere bene il versetto 35 bisogna esporre diverse cose importanti che Paolo ci fa capire e che meglio spiega il principio e comandamento che vogliamo esaminare, cioè quello che le donne devono imparare dai mariti e che devono imparare in silenzio nella chiesa. Se hanno domande devono chiederle ai propri mariti a casa, o ai pastori, anziani, dottori in privato ed in separata sede.


La prima cosa che dobbiamo capire nel versetto 33 è il fatto che il comportamento che Paolo sta descrivendo è quello che deve essere mantenuto nelle riunioni di chiesa, “è cosa che si fa in tutte le chiese dei santi”. Così che Paolo elimina la erronea interpretazione che molti usano dicendo che queste osservanze erano soltanto culturali e per la chiesa di Corinto soltanto. Dicendo questa cosa Paolo ha esteso il comandamento oltre la chiesa di Corinto e lo ha esteso a tutte le chiese dei santi, includendo la chiesa di oggi. Questo è un comandamento universale per la chiesa non culturale di allora.


Vorrei saltare i versetti 34-35 per un momento per esaminare il versetto 36, dunque, se ci consideriamo spirituali, se dichiariamo di essere coloro che camminano per lo Spirito, allora dobbiamo riconoscere che ciò che Paolo ha dato alla chiesa di Corinto ed anche a noi oggi, sono comandamenti del Signore che dobbiamo dunque ubbidire. Non sono suggerimenti culturali ma comandamenti di Dio che trascendono cultura e tempo. Avendo dunque stabilito queste cose possiamo allora affrontare i versetti 34-35 con la giusta comprensione che queste ordinanze di Paolo sono universali e sono comandamenti di Dio.


Le mogli devono imparare dai propri mariti, rimanendo sottomesse in silenzio, come comanda la legge di Dio versetto 34 e non facendo confusione e sollevando polemiche, opinioni e domande nelle riunioni di assemblea. E' ovvio che la donna non è comandata di fare silenzio in famiglia, ma è però comandata sempre ad avere un atteggiamento di sottomissione, uno spirito pacifico e mansueto. La donna dovrebbe avere, dico dovrebbe avere, la tendenza di fare silenzio in molte occasioni, più che quella di rispondere o parlare, in special modo rispondere in modo irrispettoso e arrogante al proprio marito.


Il nostro spirito e la nostra condotta deve riflettere il rango o il ruolo in cui siamo posti. Le distinzioni sia nella natura che nell’ordine spirituale devono essere osservate. Coloro che Dio, non l’uomo, ha posto in sottomissione ad altri non devono tentare di diventare indipendenti, mettersi su un altro livello, ne di appunto usurpare autorità, ne di assumere superiorità. Se la donna è stata da Dio sottomessa spiritualmente all’autorità dell’uomo si deve trovare in accordo con la volontà di Dio e della Sua parola. Ubbidire i comandamenti e la volontà di Dio non dovrebbe essere cosa gravosa [1 Giovanni 5:2-3], anche se purtroppo sembra che per molti lo sia. C’è anche il riferimento di Paolo in questo passo al fatto che è la legge di Dio che comanda alla moglie di essere sottomessa al marito e non fare ciò non è un opzione su una scelta culturale o di diritto ma una violazione della legge di Dio.

Anche se ovviamente ognuno di noi può essere e dovrebbe essere facilitato dal proprio partner ad ubbidire le proprie responsabilità spirituali non è di misura quello che facciamo o non facciamo che esime l’altro dall’obbligo di ubbidire le sue responsabilità spirituali davanti a Dio. La Scrittura ci conferma questo.

Prendiamo per esempio un passo famoso che tutti usano ed anche noi abbiamo usato spesso.


Efesini 5:22-33 Mogli, siate sottomesse ai vostri mariti come al Signore, 23poiché il marito è capo della moglie, come anche Cristo è capo della chiesa, ed egli stesso è Salvatore del corpo. 24Parimenti come la chiesa è sottomessa a Cristo, così le mogli devono essere sottomesse ai loro mariti in ogni cosa. 25Mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la chiesa e ha dato se stesso per lei, 26per santificarla, avendola purificata col lavacro dell'acqua per mezzo della parola, 27per far comparire la chiesa davanti a sé gloriosa, senza macchia o ruga o alcunché di simile, ma perché sia santa ed irreprensibile. 28Cosí i mariti devono amare le loro mogli, come i loro propri corpi; chi ama la propria moglie ama se stesso. 29Nessuno infatti ebbe mai in odio la sua carne, ma la nutre e la cura teneramente, come anche il Signore fa con la chiesa, 30poiché noi siamo membra del suo corpo, della sua carne e delle sue ossa. 31«Perciò l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due diverranno una sola carne». 32Questo mistero è grande; or lo dico in riferimento a Cristo e alla chiesa. 33Ma ciascuno di voi così ami la propria moglie come ama se stesso; e similmente la moglie rispetti il marito.

La parola di Dio qui è specifica, non dice mogli siate sottomesse ai vostri mariti nella misura con cui loro vi amano. La parola dà comandamento alle mogli di essere sottomesse al marito come al SIGNORE. Che il SIGNORE abbia amato ed ama la chiesa questo è indiscutibile, ma il SIGNORE è sempre il SIGNORE. Infatti, le mogli sono sempre chiamate a sottomettersi al marito ed essere ubbidienti a loro quando le decisioni alle quali loro devono essere ubbidienti non violano la parola di Dio. Questo passo comunque non dice alle mogli di essere sottomesse nella misura con cui siano amate dal marito, anzi dire ciò non è coerente con il passo in


1 Pietro 3:1-6 Similmente voi, mogli, siate sottomesse ai vostri mariti affinché, anche se ve ne sono alcuni che non ubbidiscono alla parola, siano guadagnati senza parola dalla condotta delle loro mogli, 2quando vedranno la vostra casta condotta accompagnata da timore. 3Il vostro ornamento non sia quello esteriore: intrecciare i capelli, portare i gioielli d'oro o indossare belle vesti 4ma l'essere nascosto nel cuore con un'incorrotta purezza di uno spirito dolce e pacifico, che è di grande valore davanti a Dio. 5 Così infatti si adornavano una volta le sante donne che speravano in Dio, stando sottomesse ai loro mariti 6 come Sara che ubbidiva ad Abrahamo, chiamandolo signore, di essa voi siete divenute figlie, se fate il bene e non vi lasciate prendere da alcun spavento.


Sia in Efesini 5 che in 1 Pietro 3 è ovvio che il SIGNORE da disposizione delle responsabilità spirituali di entrambi i coniugi. Ovviamente entrambi devono ubbidire e sono individualmente responsabili nell’ubbidire le loro responsabilità Scritturali, anche se l’altro è in ribellione alla parola di Dio. Questo è ulteriormente evidente in [1 Pietro 3:1].

Quindi la mogie non è mai esente di essere sottomessa al marito e di rispettarlo anche se il marito non la ama come Cristo ama la chiesa, ma il marito non è mai esente di amare la moglie come Cristo ama la chiesa anche se la moglie non gli è sottomessa in ogni cosa e non lo rispetta.
Bisogna però rendersi conto che in entrambi i casi sarà più facile per entrambi se entrambi ubbidiscono la parola di Dio che se uno o entrambi sono in ribellione a Dio e non la osservano.


L’atteggiamento quindi di cui Paolo parla in 1 Corinzi 11, 1 Corinzi 14, 1 Timoteo 2 e Tito 2, è in gran massima in linea con quello di cui parla Pietro in 1 Pietro 3. Questo atteggiamento da parte della moglie è di grande importanza a Dio ed è una grande responsabilità della donna per il bene e la salute sia della famiglia che della chiesa.

Bisogna fare molta attenzione a uno spirito pericoloso, lo spirito di Iezabel che oggi giorno pervade famiglie e in special modo chiese, poiché è di gran pericolo. Ciò è un avvertimento che anche il SIGNORE da alla chiesa in


Apocalisse 2:20 Ma ho alcune cose contro di te: tu permetti a quella donna Iezabel, che si dice profetessa, di insegnare e di sedurre i miei servi inducendoli a fornicare e a mangiare cose sacrificate agli idoli.


Attenzione poiché quello che attivava Iezabel in questa chiesa come in quelle di oggi è uno spirito satanico ed è lo stesso che ha alimentato l’attivismo del femminismo che ha portato il capovolgimento dei ruoli che Dio ha stabilito sia nella società che nella famiglia e nella chiesa.

Si vede infatti qui che il SIGNORE ci descrive che la chiesa permette lei che si dice profetessa, di insegnare, ed era ciò che Paolo sotto l’ispirazione dello Spirito di Dio ha proibito la donna di fare in [1 Timoteo 2:11-12]. Di conseguenza lei ha sedotto e indotto i servi di Dio a fornicare e commettere adulterio spirituale.

Questo ci porta a capire che dobbiamo stare attenti a ciò di cui avverte il SIGNORE in riguardo a questa chiesa stessa, cioè che a differenza della chiesa di Efeso [Apocalisse 2:1-6], dove prevaleva la dottrina, lo zelo e il servizio ma mancava l’amore, qui pervade l’amore, la fede e la costanza [Apocalisse 2:19] ma è anche vero che spesso dove prevalgono queste cose viene tralasciata la dottrina e si commettono gravi errori dottrinali che in fine portano giudizio e grande sofferenza sulla comunità, per via degli errori che vengono insegnati.


Qui l’errore era di tralasciare le dottrine degli apostoli e nel nome dell’amore di tollerare e permettere una donna di presiedere come responsabile della chiesa e di permetterla di insegnare e in questo caso di sedurre spiritualmente la chiesa. Attenzione quando sentiamo le persone dire che basta solo l’amore nella chiesa, che le dottrine e la Teologia non sono importanti perché tanto alla fine Dio vuole soltanto che ci amiamo. Sì, Dio vuole che ci amiamo ma come? Non certo a scapito della verità della sua parola 1 Corinzi 13:6 (l'amore) non si rallegra dell'ingiustizia, ma gioisce con la verità,


Filippesi 1:9-11 E per questo prego che il vostro amore abbondi sempre di piú in conoscenza e in ogni discernimento, 10affinché discerniate le cose eccellenti e possiate essere puri e senza macchia per il giorno di Cristo 11 ripieni di frutti di giustizia che si hanno per mezzo di Gesù Cristo, alla gloria e lode di Dio.

Come dice Paolo che il nostro amore abbondi sempre di più in conoscenza e discernimento, cose che si ottengono solamente con le dottrine della parola di Dio. E come disse Paolo in


Efesini 4:11-15 Ed Egli stesso ha dato alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti e altri come pastori e dottori, 12 per il perfezionamento dei santi, per l'opera del ministero e per l'edificazione del corpo di Cristo, 13 finché giungiamo tutti all'unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, a un uomo perfetto, alla misura della statura della pienezza di Cristo, 14 affinché non siamo più bambini, sballottati e trasportati da ogni vento di dottrina, per la frode degli uomini, per la loro astuzia, mediante gli inganni dell'errore, 15 ma dicendo la verità con amore, cresciamo in ogni cosa verso colui che è il capo, cioè Cristo.


Nella chiesa dell'era Apostolica nessuna donna mai ha ritenuto posizioni di autorità nella chiesa, quindi, i pastori, dottori ecc. sono uomini, non donne, donati da Dio alla chiesa. Questi uomini edificano la chiesa per portare i credenti alla misura della statura di Cristo e così tutti giungono all'unità della fede e la conoscenza di Cristo senza essere più sballottati e trasportati dalle false dottrine mediante gli inganni dell'errore. Dicendo la verità in amore.

Ecco il punto cruciale dell'amore, l'amore e la verità, come lo Spirito e la verità. L'amore cresce dunque in conoscenza e discernimento e verità. L'amore e la sana dottrina sono legati per sempre e devono essere legati insieme. Seminare errore non è amore, quindi se siamo sospinti dall'amore per gli altri c'è, ci deve essere una continua ricerca della verità anche a scapito della nostra personale opinione, dei nostri preconcetti dottrinali o del nostro indottrinamento.


Insomma dopo questa dovuta parentesi che ci aiuta a capire meglio la volontà di Dio in riguardo alle donne in posizioni di autorità nella chiesa, ritorniamo a parlare delle responsabilità delle mogli nella famiglia e conseguentemente nella chiesa.

Fino ad ora abbiamo parlato della responsabilità della moglie di curare la donna di Dio interiore, la persona del cuore, cioè Cristo in lei, nello sviluppare attraverso la grazia di Dio quello spirito di sottomissione, ubbidienza, gentilezza, incorrotta purezza, spirito pacifico e casta condotta. Tutti prerequisiti di una donna di Dio trovati in [1 Pietro 3:1-6] e confermati negli altri passi che abbiamo già letto e leggeremo.

Abbiamo parlato dell’importanza della modestia e purezza dell’abbigliamento femminile e che fa parte dell’essere vere donne di Dio che non riflettono il mondo e ciò che è malvagio e perverso. Abbiamo toccato ancora un volta l’importanza della responsabilità della donna di Dio di avere uno spirito che rispetta la sua posizione di ruolo spirituale e l’importanza di non avere uno spirito ribelle e contenzioso ma rispettoso e sottomesso alle autorità spirituali del marito e della chiesa.


La Terza Responsabilità: della donna è rispettare i propri mariti.

Efesini 5:33 Ma ciascuno di voi cosí ami la propria moglie come ama se stesso; e similmente la moglie rispetti il marito.


Per natura umana è impossibile per un uomo amare sua moglie come Cristo ama la chiesa,così come è umanamente impossibile per una moglie rispettare il proprio marito. Ciò però diventa fattibile con l’aiuto dello Spirito Santo. Per fare ciò, cioè avere l’aiuto dello Spirito bisogna sottomettersi a Dio prima, poi gli uni agli altri è per questo che la parola di Dio dice proprio questo in Efesini 5:21 sottomettetevi gli uni agli altri nel timore di Cristo.

Quindi è ovvio che sia una caratteristica spirituale che una donna deve avere verso il marito come dobbiamo avere un sentimento di riverenza verso Dio. La parola usata nel greco per rispetto è fobeètai derivata dalla parola phobeo che è la parola dalla quale deriva la parola fobia che è un sinonimo per timore. Fobeètai è timore riverenziale.


Rispettare vuole dire avere un sentimento di riverenza. sentimento o atteggiamento di stima e reverenza verso una persona che è o si ritiene superiore o particolarmente degna: sottomissione ossequiosa verso un principio, un’istituzione, un’autorità: sentimento di riguardo e di attenzione nei confronti degli altri, che trattiene dall’offendere, dal trattare bruscamente o in modo inadeguato.



La Quarta Responsabilità: L'Insegnamento.

Quando dunque è possibile per una donna o una moglie insegnare e in che modo?


Avevamo detto prima nel nostro studio che la donna/moglie poteva insegnare certe cose e in certe situazioni e a certe persone. Ci sono sicuramente limitazioni ma le donne possono insegnare, anzi devono insegnare, è una loro responsabilità datagli da Dio. Vediamo a chi e che cosa possono insegnare.
Il primo passo che esamineremo è


Tito 2:3-5 Parimenti le donne anziane abbiano un comportamento conveniente a persone sante, non siano calunniatrici, non schiave di molto vino, ma maestre nel bene 4per insegnare alle giovani ad amare i loro mariti, ad amare i loro figli, 5 a essere assennate, caste, dedite ai lavori di casa, buone, sottomesse ai propri mariti, affinché la parola di Dio non sia bestemmiata.

Le donne anziane nella fede, possono insegnare. Le più anziane possono e devono insegnare le più giovani con l’esempio prima di tutto della loro vita che è descritta come deve essere in questo passo. Devono essere sobrie in tutte le situazioni, non devono essere calunniatrici ne pettegole, che fa parte del comportamento della calunnia, vediamo che cosa dice la parola di Dio contro questo tipo di comportamento.


1 Timoteo 5: 13-14 Inoltre esse imparano anche ad essere oziose e ad andare in giro per le case, ed ancor peggio, non solo ad essere oziose, ma anche pettegole e indiscrete e a parlare di cose inutili. 14Voglio dunque che le giovani vedove si maritino, abbiano figli, si prendano cura della famiglia e non diano all'avversario alcuna occasione di maldicenza

Certo che qui Paolo parla specificamente di vedove, ma i comandamenti e i principi sono applicabili a tutte le donne, sia singole, che sposate, che vedove. Si parla specificamente di giovani donne, suscettibili a cadere in questo tipo di comportamento peccaminoso, specialmente se non sono insegnate propriamente dalle donne anziane della chiesa. Quindi questo atteggiamento descritto è proibito nella chiesa.
Le donne anziane inoltre, devono essere maestre dice la parola e quindi devono insegnare a fare il bene, insegnare alle giovani come amare i mariti e i loro figli, insegnare ad essere assennate. Cosa vuole dire questa parola, assennate?


Avere giudizio, buonsenso: ciò che rivela ponderatezza, quindi sviluppare saggezza.
Insegnare le giovani ad essere caste, cioè: pure sessualmente, pure di lingua e in comportamento, questo quindi rientra che nell’insegnare il giusto abbigliamento modesto e non quello provocativo o lussuoso.
Insegnare ad essere dedite ai lavori di casa, cioè insegnare come essere buone casalinghe, buone mogli, buone madri, molto probabilmente a lavorare in casa come sarebbe giusto che fosse anche oggi, cosicché la famiglia non soffrisse trascuratezza.


Devono insegnare le giovani ad essere buone e sottomesse ai propri mariti, affinché la parola di Dio non sia bestemmiata, ciò che spesso lo è oggi perché le donne nella chiesa hanno smesso di essere maestre di queste virtù, visto che spesso già anche loro si sono compromesse con le vie del mondo e della cultura in cui vivono.


L’insegnamento delle donne deve essere più pratico che didattico, ma bisogna dire che tutti gli insegnamenti della chiesa devono essere sia pratici che didattici. Il cristiano deve vivere ciò che insegna ed impara. Ma è chiaro che il ministero dell’insegnamento della donna nella comunità cristiana è particolare e da non confondersi con l’insegnamento strettamente Biblico. dottrinale; quello la donna non ha autorità nella chiesa di farlo secondo le Scritture.


Comunque nella famiglia la donna che ha figli ha una secondaria responsabilità ( a volte primaria se il marito è assente o un non credente), quella di inculcare nei propri figli i principi della parola di Dio.
Anche se questa responsabilità dal punto di vista spirituale è primariamente del padre ma è conseguenziale che, se la madre spende una buona parte della giornata con i figli e le figlie, anche lei stessa deve essere maestra per loro nelle cose di Dio. Questo è evidenziato in diversi passi di Scrittura


Proverbi 1:8-9 Ascolta, figlio mio, l'ammaestramento di tuo padre e non trascurare l'insegnamento di tua madre, 9perché saranno un fregio di grazia al tuo capo e monili al tuo collo.


Proverbi 6: 20 Figlio mio, custodisci il comandamento di tuo padre e non dimenticare l'insegnamento di tua madre.


Proverbi 31:1 Parole del re Lemuel, il messaggio profetico con cui sua madre lo ammaestrò.



Queste scritture evidenziano che la responsabilità della madre nella famiglia non precede ne deve essere in vece dell’insegnamento del padre ma deve essere di complemento e coerente sia in contenuto che in continuità con ciò che viene insegnato dal padre e marito.


In altre parole l’essere una carne per il marito e la moglie deve andare oltre il fisico e deve diventare una unica mente con il marito nello spirituale. Cioè, per non perderci nel pericolo di mistificare questa cosa voglio dire essere in accordo? Essere uno nelle cose spirituali, nell’educazione e la correzione dei figli. Questo vuole dire che non ci possono essere due versioni diverse di ciò che viene insegnato che ciò che viene detto ai figli, quantomeno nell'ambito delle correzioni e delle decisioni da prendere.


Esempio pratico, il padre dice “ Non puoi andare a casa del tuo amico stasera perché sei punito”, quando la decisione è presa non deve essere mai cambiata dalla madre. Perché se la madre poi decide di fare il contrario di ciò che il padre ha deciso prima di tutto è ribellione all’autorità spirituale del padre e del marito, secondo è un atteggiamento nocivo alla crescita sia spirituale che psicologica dei figli.


Quindi prima di tutto i due coniugi devono trovarsi d’accordo sempre ed essere di una sola mente. Se non lo sono, non dimentichiamo che anche dopo una discussione ed uno scambio di opinioni e di ragioni, se il marito rimane con la decisione originale, quella deve essere rispettata e prevale. La moglie non deve in alcun modo recare divisione e disaccordo ed essere disubbidiente al marito, ne facendo disubbidire le decisioni del marito quando e se non violano apertamente la parola di Dio. Questi disaccordi sono anche una mancanza di rispetto verso il marito davanti ai figli e sono un cattivissimo esempio di ribellione che i figli dopo imparano e che usano poi per manipolare e per sfruttare la loro relazione con i genitori. Questa cosa sfortunatamente è una cosa che accade moltissimo anche nelle famiglie cristiane ma non dovrebbe succedere mai.


Concludendo le responsabilità della moglie e madre, prima di entrare nell’educazione dei figli, esaminiamo assieme la donna descritta in Proverbi 31 poiché riassume tutte le caratteristiche che descrivono la moglie e la madre come vuole che sia Dio. Del resto ciò che abbiamo studiato nei passi esaminati fino ad ora.


Proverbi 31:10-31 Chi troverà una donna forte e virtuosa? Il suo valore è di gran lunga superiore alle perle. 11Il cuore di suo marito confida in lei e avrà sempre dei guadagni. 12Ella gli fa del bene e non del male, tutti i giorni della sua vita. 13Si procura lana e lino e lavora con piacere con le proprie mani. 14Ella è simile alle navi dei mercanti: fa venire il suo cibo da lontano. 15Si alza quando è ancora notte per distribuire il cibo alla sua famiglia e dare ordini alle sue domestiche. 16Ella guarda un campo e l'acquista; col frutto delle sue mani pianta una vigna. 17Si cinge di forza i lombi, e irrobustisce le sue braccia. 18 Si rende conto che il suo commercio va bene, e la sua lampada di notte non si spegne. 19Stende la sua mano alla conocchia e le sue palme impugnano il fuso. 20Tende la sua mano al povero e porge le sue mani al bisognoso, 21Non teme la neve per la sua famiglia, perché tutti quelli di casa hanno doppia veste. 22Si fa delle coperte di arazzo e le sue vesti sono di lino finissimo e di porpora. 23Suo marito è stimato alle porte, quando si siede fra gli anziani del paese. 24Confeziona vesti di lino e le vende, e rifornisce i mercanti di cinture. 25Forza e onore sono il suo vestito e ride dei giorni a venire. 26Apre la sua bocca con sapienza e sulla sua lingua c'è la legge della bontà. 27Ella sorveglia l'andamento della sua casa e non mangia il pane di pigrizia. 28I suoi figli si levano e la proclamano beata; anche suo marito ne fa l'elogio, dicendo: 29 «Molte figlie hanno compiuto cose grandi, ma tu le sorpassi tutte quante». 30La grazia è fallace e la bellezza è vana, ma la donna che teme l'Eterno, quella sarà lodata. 31Datele del frutto delle sue mani, e le sue stesse opere la lodino alle porte.



Vs 10 descrive una donna forte di carattere e virtuosa, essere virtuosa e forte sono due cose che si intrecciano assieme, poiché avere virtù significa avere una disposizione morale che induce a perseguire e compiere costantemente il bene prescindendo da eventuali ricompense o castighi: avere ogni buona qualità o pregio dell’animo, coraggio e castità. Questo è avere un forte carattere, un carattere che non compromette mai con il male ed il peccato. Questo è di gran lunga meglio di ogni ricchezza terrena che una persona può avere. Un forte carattere però non indica che la donna può essere ostinata, ribelle e contenziosa. Conosco persone che incolpano il loro carattere forte con l'essere polemici e contenziosi, quello non è avere un forte carattere, quello è essere ribelli e disubbidienti, poiché il carattere forte è come descritto qui sopra.



Vs 11 Sapendo di avere una moglie così, il cuore del marito non può che aver fiducia in lei. Questo carattere e le sue virtù la rendono affidabile e fedele.


Vs 12 La donna di Dio è una donna che premedita sempre il bene verso suo marito, che lo rispetta, che cerca sempre di onorarlo.



Vs. 13-19 Una donna di Dio è una che riesce a lavorare bene in casa, una donna saggia, che conosce bene il valore delle cose e delle finanze e che ha una gran dose di buonsenso, una donna che è capace di gestire e saper fruttare le finanze della casa. (Se la donna ha più abilità contabili del marito può, anzi deve prendersi cura delle finanze della casa, non separatamente e segretamente ma sempre facendo luce di ciò che fa con i soldi affidatigli.)



Vs 20 Una donna di Dio è sempre generosa, misericordiosa, ha compassione e abbonda sempre in opere di misericordia e di bontà.



Vs. 21-25 Una donna di Dio sa provvedere bene per tutto ciò che la famiglia ha bisogno anche per quanto riguarda la qualità di ciò che compra o produce lei stessa. (Alcune donne sono portate ad essere brave sarte, quindi se possono quello dovrebbe e potrebbe essere il loro lavoro sia per fare un guadagno che per provvedere abbigliamento per la famiglia.)



Vs 26 La donna di Dio quando parla, parla con la saggezza, la conoscenza e la sapienza della parola di Dio e la sua bocca insegna sempre la legge di Dio. In casa deve e può insegnare specialmente le figlie che deve ammaestrare e insegnare come essere donne di Dio.



Vs 27 La donna di Dio assieme al marito è una custode della famiglia e sorveglia l’andamento sia spirituale che fisico della famiglia. Una donna che veglia come un sentinella in preghiera, in discernimento. Lei è una donna che prevede problemi, non ne diviene ansiosa anzi cerca sempre con l'aiuto di Dio e della Sua parola di arginarli e di proteggere la sua famiglia dai pericoli e le insidie. Una donna che non è, come abbiamo letto prima, oziosa o pigra, pettegola e indiscreta.


Vs 28 Una donna di Dio è una che si è guadagnata con il suo comportamento e le sue virtù , il rispetto, la benedizione e gli elogi dei suoi figli e del suo marito ma sopratutto fa piacere a Dio è fedele a Dio nel suo comportamento. (Donne desiderate questo dai vostri figli e mariti dovete essere così).



Vs 29-31 La donna di Dio non è vanitosa, non fa della sua bellezza fisica una priorità ma è prima di tutto devota a Dio e teme il Signore prima di tutto, lei è una donna che vive dalla parola di Dio. Non è una donna che si trascura ma che non si rende schiava della sua persona fisica e dell’apparenza, cioè della vanità. E' una donna la quale bellezza fisica è messa in ombra dalla sua bellezza interiore, una donna che riflette Cristo sarà sempre la più bella di tutte.

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Commento da Claudio Sparvoli su 29 dicembre 2010 a 14:29
Questo post è un intera catechesi,a me sembra che oggi sia molto utile rifletterci soprattutto per come siamo arrivati a concepire questi ruoli, oggi il mio pensiero è questo e cioè che se oggi la donna tenesse conto della verità di questi princìpi sarebbe una creatura molto più bella e più libera di quello che è arrivata ad essere per via della sua caparbietà ad intestardirsi sui princìpi dei movimenti femministi ed alle loro apparenti conquiste, che a mio parere ha portato mille incomprensioni ed attriti nelle famiglie di oggi,non tutte ma buona parte di esse per orgoglio vogliono credere che mettendosi alla pari dell'uomo esalterebbero le loro qualità, come è stato illustrato sopra invece Dio non volle questo,io dalla parte di uomo e marito voglio dire sinceramente che sarebbe più dolce vivere con una donna accanto che sia contenta dei miei apprezzamenti nel suo modo di essere donna semplice remissiva ma capace di cose delle quali io non potrei essere mai per via dei miei limiti naturali e così altrettanto lei potrebbe esaltarsi del fatto che io possa completarla e proteggerla dove lei non riuscirebbe da sola senza la mia presenza,in modo tale da completarci reciprocamente e capire che dove non arriva l'uno interviene e completa l'altra.Da qui potrebbe ripartire il vero valore di essere coppia, come insegnamento per i nostri figli, senza bisogno di alcuna lezione,ma solo dimostrando il volere di Dio sulle sue creature,quanti conflitti in meno,quante liti risparmiate, ma soprattutto quanto insegnamento sano e quanta rassicurazione per i nostri ragazzi che oggi hanno letteralmente paura di formare una famiglia con una vita di coppia Cristiana...

 

Commento da John su 12 Maggio 2011 a 15:46

Semplicemente Stupendo!!! ce ne fossero tante donne così dedite a Dio, tra AT e NT c'è solo l'ego del Mondo. Ma la convegnienza è per il rinato in Cristo che osserva le Sue Parole e Guida.

Dio ad entrambi chiede, dice: Siate liberi ( Di )....Ma della vostra libertà ne traerette anche le vostre conseguenze!!! Di una cosa sono sicuro. Più amiamo Dio in modo incondizionato ed il prossimo; Più ci si avvicina alla Meta, ( Il Regno )

(MT22:37-40) 37 Gesù gli disse: «"Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente". 38 Questo è il grande e il primo comandamento. 39 Il secondo, simile a questo, è: "Ama il tuo prossimo come te stesso". 40 Da questi due comandamenti dipendono tutta la legge e i profeti».

 

Nel primo versetto abbiamo il comandamento supremo che ci propone la fede in Dio.

Il secondo più esplicito come linguaggio, ci esorta al rispetto del prossimo e di noi stessi.

Senza omettere la via per eccellenza dell'Apostolo Paolo in 1Corinzi 13:4-8 che ne risalta

le caratteristiche fondamentali. Perché se noi evitiamo quello ch'è perdizione, solo per

non incontrare guai, o per “paura di”, sarebbe demagogia senza risultato edificante.

Commento da Marco Caiani su 12 Maggio 2011 a 16:09

Amen sì questa è la meta che ci è prefissa dal Signore spesso però la chiesa perde tempo dietro a molte altre cose che poi nonn servono a noente se NON sono motivate dall'amore, tutte buone e tutte giuste per carità ma se non sono motivate nell'amore di Dio non valgono e poi ci si soprende perché c'è così tanta impotenza nelle chiese di oggi. C'è molta religione e iperspirtualismo o pseudospiritualismo ma la vera manifestazione della potenza dello Spirito di Dio si trova solo quando si adempie il fine della legge di Dio, AGAPE.

Ciò che Dio richiede è questo. Gesù stesso ci ha avverititi che la gente saprebbe che noi siamo discepoli Suoi SE ci amiamo gli uni gli altri come Lui ci ha amati vedi Giovanni 13:34-35, Inoltre Gesù ci  ha detto che se vogliamo la Sua manifestazione della potenza dello Spirito nella nostra vita o nella chiesa stessa c'è un pre-requisito questo lo troviamo in

Giovanni 14: 15-24 Se mi amate, osservate i miei comandamenti. 16 Ed io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore, che rimanga con voi per sempre, 17 lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce; ma voi lo conoscete, perché dimora con voi e sarà in voi. 18 Non vi lascerò orfani; tornerò a voi. 19 Ancora un po' di tempo e il mondo non mi vedrà più, ma voi mi vedrete; poiché io vivo, anche voi vivrete. 20 In quel giorno conoscerete che io sono nel Padre mio, e che voi siete in me ed io in voi. 21 Chi ha i miei comandamenti e li osserva, è uno che mi ama; e chi mi ama sarà amato dal Padre mio; e io lo amerò e mi manifesterò a lui». 22 Giuda, non l'Iscariota, gli disse: «Signore, come mai ti manifesterai a noi e non al mondo?». 23 Gesù rispose e gli disse: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola; e il Padre mio l'amerà, e noi verremo a lui e faremo dimora presso di lui. 24 Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che udite non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.

 

Ecco la prova del nove, se amiamo Dio osserveremo ciò che Egli ci comanda nella Sua parola, ecco perché c'è molta religione e molta carne che si nasconde dietro una falsa manifestazione dello Spirito Santo mentre apertamente chi opera queste false manifestazioni apertamente non ubbidisce ciò che dice la parola Scritta e perciò non opera nell'amore di Dio,poiché l'amore di Dio cammina inseparabilmente assieme alla verità della parola di Dio, queste non possono essere divorziate, ecco perché chi dice che la dottrina non serve e non conta e che conta solo l'amore non capisce veramente che cosa è il vero amore di Dio, perché senza conoscere la parola di Dio non possiamo nemmeno sapere comme dobbiamo amare, cioè come vuole Dio che amiamo. Ho scritto e predicato questo messaggio in chiesa due settimane fa, magari uno di questi giorni lo metto in post sul blog

 

Pace

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